dottor Francesco Ambrosio
Ginecologo
BENVENUTI
Ho organizzato questo sito per aprire una finestra di dialogo con quanti necessitano di un professionista ginecologo a cui affidarsi.

La lunga esperienza dirigenziale in strutture ospedaliere e territoriali del SSN, avendo ricoperto più incarichi di Responsabile e di Direttore di Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia e Materno-Infantile, mi consente di offrire una qualificata attività diagnostica in campo ginecologico, ostetrico, della sterilità di coppia, della prevenzione oncologica.
Dr. Francesco Ambrosio
Curriculum
Il dr. Francesco Ambrosio è Medico Chirurgo, specialista in Fisiopatologia della Riproduzione Umana e specialista in Chirurgia Oncologica.
Si è specializzato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e, presso lo stesso Ateneo, ha conseguito il Master di II° livello in Management Sanitario, si è perfezionato in Prevenzione dei Rischi lavorativi e professionali per Operatori Sanitari di Ginecologia e Ostetricia ed in Gestione del Rischio Clinico nelle Strutture Sanitarie.
Da dirigente medico ospedaliero dell' ASL Napoli 4 e dell’ ASL Napoli 3 sud è stato Responsabile dell' Unità Operativa di Sterilità di Coppia...
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Lo Studio Medico
Lo Studio Medico del dr. Francesco Ambrosio è in San Giuseppe Vesuviano dal 1981. La sede è quella storica di via Emilio Catapano 5 dove il dr. Francesco è stato prima collaboratore del padre dr. Salvatore, Pediatra ed Internista dal 1944, e poi, dal 1985, ha intrapreso l’attività di ginecologo.

Presso il suo studio, il dr. Francesco Ambrosio offre consulti clinici ed ecografici con particolare riguardo: ai “problemi del Ciclo Mestruale dell’adolescente e della donna fertile”, alle...
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Infezioni ed infiammazioni dell’apparato genito urinario
Ogni donna, soprattutto nel periodo fertile, può andare incontro: ad infezioni sessualmente trasmesse che possono essere causa di fastidiose vulviti e vaginiti o, addirittura, di lesioni pre-cancerose da HPV; ad infiammazioni pelviche che, se trascurate, potrebbero essere causa di infertilità; ad infiammazioni vescicali (cistiti) ed uretrali (uretriti).
Contraccezione
Il metodo contraccettivo, sistema per evitare gravidanze indesiderate, deve essere “sicuro”, “non nocivo alla salute”, “pratico” e “bene accetto” dalla donna; pertanto va scelto dopo un attento consulto medico e monitorato frequentemente.
I metodi contraccettivi più in uso sono: la pillola estro-progestinica o solo-progestinica, l’anello vaginale estroprogestinico, il dispositivo intrauterino (detto IUD o spirale) che può essere medicata al rame od al progesterone, il profilattico.
Il profilattico, molto in uso, ha il pregio che, se usato fin da prima di ogni contatto, previene la gravidanza ma anche le infezioni sessualmente trasmesse; ha, però, il difetto che spesso si rompe o si sfila nel momento cruciale e quindi bisogna ricorrere alla “pillola del giorno dopo”.
La pillola del giorno dopo ha efficacia maggiore se assunta nell’immediatezza del rapporto a rischio o entro le successive 12-max24- ore (cioè più tempo passa e più diminuisce la sua efficacia). In base a recenti decisioni AIFA anche una ragazza minorenne può acquistare la pillola del giorno dopo (ulipistral acetato) in farmacia senza prescrizione medica.
Studio ed inquadramento della coppia infertile o sterile
Ogni coppia dopo un certo periodo di tempo in cui ha rapporti non protetti senza ottenere una gravidanza, va in ansia e necessita di un consulto medico.
Naturalmente si comincia con una valutazione clinica di benessere generale di entrambi.
La coppia riceve anche indicazioni sul periodo fertile della donna e su come approfittare di tale periodo.
Successivamente, ed in modo graduale, si studia la coppia onde individuare le cause di infertilita e/o sterilità. É concetto moderno che non esistano singole cause, ma che l’infertilità o la sterilità è un problema di coppia.
Vanno considerati: l’età avanzata della donna (oltre i 35 anni) e la relativa carenza ovocitaria, eventuali alterazioni anatomiche dell’utero (miomi/fibromi) in grado di modificarne la cavità, eventuali infiammazioni ed infezioni che possano aver creato danni alle tube, eventuali alterazioni ormonali del ciclo ormonale femminile, eventuali infiammazioni ed infezioni o alterazioni vascolari (varicocele) che abbiano ridotto la funzionalità del testicolo e dei percorsi seminali, eventuali problemi genetici o malattie extra-genitali.
Bisogna però ammettere che esistono anche impedimenti psicologici, ma anche casi inspiegati (almeno il 20%) di infertilità e sterilità della coppia.
Individuato il tipo di ostacolo è possibile consigliare il percorso più idoneo da seguire.
Monitoraggio della gravidanza e diagnostica prenatale
Il monitoraggio di una gravidanza inizia con un “consulto pre-gravidico” in cui vanno valutati il benessere generale della donna ed eventuali ostacoli ad una gravidanza fisiologica, vanno prescritti esami e va consigliato l’uso di acido folico (una vitamina del gruppo B) la cui assunzione va iniziata prima del concepimento.
Nel corso della gravidanza vengono valutati molti parametri materni (cardiaci, tiroidei, epatorenali, glicemici, incremento ponderale) e seguita la corretta crescita fetale.
Il controllo ecografico prima della 10°settimana è effettuato con sonda vaginale, per i controlli ecografici successivi si usa una sonda addominale. Dalla 6° settimana è possibile “vedere” l’attività cardiaca embrionale, mentre per “ascoltare” il battito fetale è consigliato attendere la 10° settimana.
Nel corso della 13° settimana è consigliato praticare un primo screening prenatale mediante (A) lo studio ecografico della Translucenza Nucale del feto (NT) e di altri marcatori ecografici, associato (B) ad un dosaggio ematico di due proteine gravidiche (bi test).
Fra la 15° e la 18° settimana la gravida può sottoporsi ad uno screening ematico per patologie genetiche (selezione nel sangue materno di cellule fetali: test non invasivo o NIPT, che consente la ricerca delle patologie genetiche fetali più comuni e che può essere ampliato fino alle prime cento patologie, naturalmente la “precisione” man mano diminuisce) o ad una diagnosi genetica fetale dopo amniocentesi (l’amniocentesi è il prelievo di liquido amniotico contenente cellule fetali mediante ago sottile ecoguidato: il test è microinvasivo ed passaggio del sottile ago viene controllato ecograficamente).
Le cellule fetali estratte dal liquido amniotico (amniocentesi) vanno prima messe in coltura e poi esaminate: anche in questo caso la diagnosi “standard” prevede l’esclusione delle sole patologie genetiche fetali più comuni, ma dando specifiche indicazioni al biologo questi, quando possibile, può escludere patologie genetiche più rare.
Casi molto particolari posso richiedere la villocentesi (primo trimestre) o la cordocentesi (secondo o terzo trimestre).
A 21-22 settimane è prassi consolidata praticare l’ecografia morfologica per un accorto studio dell’anatomia fetale, naturalmente limitato alle possibilità della metodica ed a limitazioni materno-fetali (obesità materna, posizione fetale, gemellarietà, strutture fetali male esplorabili, ecc.).
Una “buona ecografia morfologica” prevede anche lo studio specifico dell’anatomia cardiaca e la flussimetria delle arterie uterine (esame di screening della gestosi e del ritardo di crescita fetale). Un’ecografia con sonda vaginale potrebbe essere richiesta dopo la 30°settimana per esaminare con attenzione il collo dell’utero e monitorare una eventuale minaccia di parto prematuro.
Nelle ultime settimane di gravidanza il monitoraggio del benessere fetale può essere effettuato con il controllo ecografico della crescita fetale, della morfologia placentare e della quantità di liquido amniotico, con lo studio flussimetrico dell’arteria ombelicale e di alcuni vasi fetali (art. cerebrale media, art. renale, ecc.). La cardiotocografia è un esame che valuta le variazioni della frequenza cardiaca fetale in rapporto alle contrazioni uterine ed ha piena applicazione nel corso del travaglio di parto.
Prevenzione oncologica
Una corretta prevenzione oncologica della donna prevede:
  • il PapTest e la ricerca di una infezione da HPV (papilloma virus umano): entrambi i test si effettuano sul collo dell’utero dai 22 ai 65 anni*
  • il controllo ecografico annuale delle ovaia dai 30 ai 70 anni** il controllo ecografico annuale dell’endometrio dall’inizio della menopausa ai 70 anni** la mammografia ogni 12-24 mesi (massimo 24 mesi!) dai 42 ai 70 anni***
. *l’infezione da HPV è causa del tumore della cervice (collo dell’utero) e provoca delle lesioni pre- tumorali che sono evidenziabili con un esame citologico (PapTest classico o in fase liquida ThinPrep). La ricerca della presenza dell’HPV sul collo dell’utero, se positiva, prevede anche la tipizzazione del ceppo virale presente in modo da differenziare: i due ceppi maggiormente pericolosi (ceppo 16 e 18) dai ceppi HR (altri dieci ceppi di HPV HR cioè ad alto rischio) e dai ceppi cui non è associato rischio.
**il controllo ecografico per via TransVaginale consente di valutare con attenzione la pelvi anche in soggetti obesi e di porre il sospetto di neoplasia dell’ovaio e dell’endometrio uterino.
***nella giovane donna (dai 30 ai 45 anni) è utile praticare una visita senologica ed una ecografia periodica; per la diagnosi precoce di carcinoma mammario dai 42 anni in poi è indispensabile che la donna si sottoponga periodicamente a mammografia e che l’intervallo fra due esami non superi i 24 mesi.
Infatti, mentre lo screening del carcinoma della cervice è un’indagine preventiva, cioè, se fatta correttamente, anticipa l’insorgenza della malattia, la mammografia è un’indagine diagnostica di patologia in atto e quindi quanto prima viene posta la diagnosi (prima che la lesione abbia una dimensione di 1 cm) più la terapia è efficace (cioè porta a guarigione).
Tutti questi screening possono richiedere indagini di secondo livello quali la colposcopia con biopsia della portio (collo dell’utero), la risonanza magnetica della pelvi o della mammella, l’agoaspirato di nodulo mammario con ago sottile sotto guida di ecografia a tac.
Trattamento in menopausa
Nel passaggio dal periodo fertile alla menopausa e nel periodo di menopausa conclamata la donna avverte dei cambiamenti nel proprio corpo (secchezza vaginale, vampate di calore…) per i quali ricorre al ginecologo e va prescritta una terapia.
Ma la menopausa comporta anche dei cambiamenti di cui la donna ha meno sentore (osteoporosi, variazioni cardiocircolatorie…) ma molto importanti e che necessitano maggiormente di un trattamento onde evitare patologie successive (frattura femore, accidenti vascolari, ecc.) La donna over 50, anche se non più fertile, è da considerarsi comunque giovane e, quindi, va seguita ed aiutata nelle sue necessità quotidiane ed aiutata a mantenersi adeguatamente attiva e sana.
Principali Prestazioni Erogate
  • Valutazione dello stato di salute
  • dell'apparato genito-urinario femminile
  • Diagnosi e terapia dei disturbi infiammatori ed infettivi dell’apparato genitale
  • Prevenzione, diagnosi e terapia delle infezioni a trasmissione sessuale
  • Diagnosi e trattamento delle infiammazioni ed infezioni dell’apparato urinario
  • Valutazione e trattamento delle alterazioni ormonali dall’adolescenza alla menopausa
  • Prescrizione del metodo di contraccezione più idoneo alle esigenze della donna
  • Prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile (utero, ovaio e mammella)
  • Consulenza alla coppia prima di una gravidanza
  • Inquadramento della coppia con difficoltà nel concepimento e con sospetta Infertilità o Sterilità
  • Monitoraggio della Gravidanza Fisiologica
  • Consigli pratici alla gravida od alla puerpera
  • Diagnosi Prenatale
  • Trattamento delle donne in Menopausa

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